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L’inganno delle lettere anonime

Chi scrive lettere anonime spesso cerca di mascherare la propria mano o usando la mano con la quale solitamente non scrive o usando lo stampatello, ma finisce quasi sempre per seminare “idiotismi” grafici che permettono al perito di identificarlo. Anche quando il soggetto tenta volontariamente di alterare il proprio gesto scrittorio, infatti, permangono numerosi automatismi profondamente radicati, difficili da controllare in modo costante. Tra questi possono emergere particolari modalità di attacco e stacco del tratto, specifiche inclinazioni delle aste, la forma ricorrente di alcune lettere, la gestione degli spazi tra parole e righe, nonché la pressione e il ritmo del movimento. Sono proprio questi elementi inconsci e ripetitivi, spesso minimi ma altamente individualizzanti, a costituire gli “idiotismi grafici”, ossia quei segni personali che sfuggono al tentativo di dissimulazione e che, nel loro insieme, possono orientare il perito verso l’identificazione dell’autore.